L’attività di controllo del punto 9.1 e i KPI nel sistema di gestione salute e sicurezza: il contributo della ISO 45003

Molte organizzazioni associano il monitoraggio della salute e sicurezza agli infortuni, agli indici di frequenza e di gravità.

In realtà, il requisito 9.1 della ISO 45001 richiede qualcosa di molto più evoluto: monitorare non solo gli eventi accaduti, ma anche i fattori che influenzano le prestazioni del sistema.

La vera domanda non è:

“Quanti incidenti abbiamo avuto?”

Ma:

“Quali segnali ci stanno indicando oggi i rischi di domani?”

Dal controllo reattivo al monitoraggio proattivo

Il punto 9.1 della ISO 45001 invita le organizzazioni a definire:

  • cosa monitorare;
  • con quali metodi;
  • con quale frequenza;
  • chi è responsabile della misurazione;
  • come analizzare e valutare i risultati.

In quest’ottica, i KPI non devono limitarsi agli eventi negativi già verificatisi.

Devono aiutare il management a comprendere se il sistema sta funzionando prima che si manifestino infortuni o malattie professionali.

KPI tradizionali (lagging indicators)

Sono indicatori che misurano eventi già accaduti:

  • numero di infortuni;
  • indice di frequenza;
  • indice di gravità;
  • giorni di assenza;
  • malattie professionali denunciate;
  • near miss registrati.

Sono importanti, ma descrivono il passato.

KPI evoluti (leading indicators)

Misurano invece la capacità del sistema di prevenire:

  • percentuale di audit completati;
  • chiusura delle azioni correttive;
  • osservazioni comportamentali di sicurezza;
  • partecipazione dei lavoratori;
  • formazione erogata ed efficace;
  • segnalazioni di quasi incidente;
  • ispezioni effettuate;
  • valutazioni del rischio aggiornate.

Questi indicatori aiutano la leadership a capire se il sistema sta mantenendo la propria efficacia nel tempo.


Il contributo della ISO 45003

Con l’introduzione della ISO 45003, dedicata ai rischi psicosociali, il concetto di monitoraggio si amplia ulteriormente.

Oggi la sicurezza non riguarda soltanto:

  • macchine;
  • impianti;
  • DPI;
  • ambienti di lavoro.

Riguarda anche il benessere psicologico delle persone.

Per questo diventano rilevanti KPI come:

  • livello di stress percepito;
  • tasso di assenteismo;
  • turnover volontario;
  • engagement del personale;
  • carico di lavoro percepito;
  • equilibrio vita-lavoro;
  • qualità della leadership;
  • clima organizzativo;
  • numero di segnalazioni correlate a disagio organizzativo.

La ISO 45003 ci ricorda che alcuni dei rischi più significativi non sono sempre visibili.

E proprio per questo devono essere monitorati.


Una riflessione finale

Un’organizzazione matura non aspetta che si verifichi un incidente per capire che qualcosa non funziona.

Utilizza il requisito 9.1 come una vera e propria “dashboard della prevenzione”.

Perché i migliori sistemi di gestione non si limitano a misurare ciò che è accaduto.

Misurano ciò che potrebbe accadere.

E in un contesto sempre più complesso, la capacità di monitorare i fattori umani e organizzativi diventa importante quanto quella di controllare i rischi tecnici.

“Gli infortuni sono spesso l’ultimo indicatore di un problema.

I KPI efficaci aiutano a vederlo molto prima.”

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